I CIMMERI

di

Adriano Stagnaro “Thunder”

 

 

Il popolo dei Cimmeri emerse dalle nebbie del passato per invadere i sogni del Signore della Notte.

Sbucarono dal Nulla, con i grandi occhi gialli e lucenti, e i sorrisi bianchi. Squittirono qualcosa roteando le daghe e si lanciarono all'attacco.

Nei sogni del Signore della Notte crescevano talvolta foreste di alberi eterni e nodosi, popolate di Mostri e di Nani. 

Ma i Cimmeri avevano membra agili e robuste: guizzavano rapidi tra i rovi e le radici, senza curare gli ostacoli e le paure.

Attraversarono le foreste.

Altre volte i sogni del Signore della Notte erano desolati e privi di vita. Deserti di ciottoli infuocati si spingevano verso orizzonti senza fine.

Ma i Cimmeri non soffrivano né caldo né sete, né freddo né fame: correvano veloci sul mare di pietra senza temere i miraggi o fata Morgana.

Attraversarono i deserti.

Infine, i sogni del Signore della Notte erano anche piacevoli e freschi, verdi di primavera e scroscianti di acque.

I Cimmeri capirono di essere vicini al castello, e soffiarono nei loro corni.

Fu allora che vennero loro incontro le legioni di Incubi del Signore della Notte. Erano Incubi dalle forme più svariate: con orecchie appuntite o canini sporgenti, sul dorso di draghi e con le picche in pugno, enormi come Titani o con creste sul capo.

Ma i Cimmeri erano combattenti valorosi e temerari, senza dei da pregare né nemici da cui guardarsi. Sotto i colpi delle loro daghe gli Incubi, vuote immagini senza contenuto, si dissolsero in fumo.

I Cimmeri giunsero alla Fortezza del Signore della Notte, tutta costruita in nero basalto e respiro di strega. Sfondarono il portone e si gettarono nei saloni di marmo e di avorio, bramando la loro preda.

Non c'era nessuno.

Salirono scalinate di madreperla, scavarono nelle segrete più oscure, perlustrarono tutte le stanze del castello ad una ad una, ma non trovarono nessuno.

Il Signore della Notte era morto, divorato dalla Bestia senza Nome, nel Giardino dei giorni perduti.

I Cimmeri si ritrovarono imprigionati per sempre nei sogni di un morto.

E a nulla valsero i saccheggi e le rapine, o l'essere padroni di un regno senza confini di tempo o di spazio, quando i sogni del Signore della Notte iniziarono a tramontare.

I Cimmeri, impotenti, si lasciarono lentamente avvolgere dall'Oscurità eterna, e, nel loro ultimo sogno, conobbero il pianto.

   

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