EDITORIALE GIUGNO 2011

LA CAREZZA DEL NAZARENO

 

Antonio Socci, un polemista cattolico dell'area di Comunione e Liberazione, da un po' di tempo, nei suoi scritti, cita questa frase, pronunciata dal non credente Jannacci: "ci vorrebbe una carezza del Nazareno".

Una carezza del Cristo invocata come panacea dei mali dell'umanità, con particolare riferimento a quelli che l'umanità stessa si procura da sola, senza alcuna remora o rimorso.

Mi viene in mente una delle canzoni meno famose e meno riuscite di Fabrizio de Andrè, che recitava così: "Dio del cielo/se mi vorrai amare/scendi giù dal cielo/e vienimi a cercare".

Ma perché, cos'ha fatto Dio duemila anni fa, se non proprio scendere dal cielo, farsi uomo e venirci a cercare? Quante altre volte dovrà venire a farsi crocifiggere prima che l'uomo impari qualcosa?

Quante altre volte, ingrati e senza memoria, continueremo a invocare e a pretendere dal Cristo carezze, abbracci, consolazione per i delitti da noi stessi compiuti o ai quali abbiamo assistito senza muovere un dito?

Davvero nessuno di noi ha paura di sentirsi rispondere: "O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi?" (Matteo 17,17)

Io credo che sia l'ora di smetterla di chiedere carezze al Nazareno: è l'ora di meritarsele.

Viviamo in un mondo in cui l'esistenza di Dio è palesata solo dai trionfi di Satana: un quotidiano ripetersi di orrori, violenze, stupri, sopraffazioni, ingiustizie con un ispiratore occulto e soprannaturale, ma entusiasti esecutori del tutto umani.

E noi cristiani che avremmo dovuto essere il sale del mondo, ci siamo talmente mescolati al mondo e alle sue nefandezze da aver perso sapore.

Si fa tanto parlare delle profezie Maya del 2012, ma se qualcuno di noi fosse ancora in grado di riconoscere i segni dei tempi, non troverebbe inquietanti similitudini tra questi anni e il giorno in cui tornerà il Figlio dell'uomo sulla terra?

 

"(...) molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori. Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà. Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato." (Matteo 24,5-13)

 

Il fatto è che, prima o poi, il giudizio di Dio arriverà per tutti, anche per chi non ci crede.

Ho smesso di reagire quando subisco un torto o un'ingiustizia, quando vengo sgridato perché di notte chiedo aiuto troppe volte o quando il parcheggio riservato ai disabili è occupato da gente sanissima che va a fare la spesa e mi tocca farmi 100 m in carrozzina sotto il temporale.

Mi limito a pensare, rivolto al colpevole: "Anche per te verrà il giudizio di Dio".

Allora saranno ceffoni come se piovesse, altro che carezze...

 

 

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