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GESU'
ERA SPOSATO CON MARIA MADDALENA?
Adriano Stagnaro - rev.01 - 12 maggio 2008
In verità provo un certo imbarazzo ad affrontare un argomento così palesemente risibile, ma il successo di pubblico della letteratura esoterica che va inventandosi assurdità sulla figura storica di Gesù di Nazaret mi ha convinto della necessità di confutarne alcune tesi. Le illazioni su un presunto matrimonio di Gesù con Maria Maddalena (e relativa prole) sono decisamente recenti, e possono essere inquadrate in quelle iniziative attivate per dissacrare la figura del Cristo figlie del secolo scorso. Se film manifestamente blasfemi come “L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese hanno ottenuto un miserabile flop ai botteghini, il successo editoriale del “Codice da Vinci” di Dan Brown è stato talmente clamoroso da spingere numerosi studiosi, cattolici o meno, a fare chiarezza su falsità, errori ed imprecisioni storiche contenuti nel romanzo e spacciati come verità. Una di queste falsità riguarda appunto il presunto matrimonio tra Gesù Cristo e Maria Maddalena. Perché scegliere proprio Maria di Magdala come sposa del Cristo? Probabilmente per i seguenti motivi:
I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa. Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gesù le disse: non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre, ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro. Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto (Gv 20, 10-18) Questa specie di rapporto speciale con Gesù ha fatto sì che si sospettasse che in realtà tra i due ci fosse qualcosa che andava oltre la semplice confidenza tra un maestro e una sua discepola. I sostenitori di questa tesi sono inoltre andati a scovare nell’apocrifo “vangelo di Filippo”, uno scritto gnostico risalente all’inizio III secolo dopo Cristo, del quale ci è pervenuta una copia scritta in copto risalente al IV secolo e ritrovata a Nag Hammadi nel 1945, le seguenti frasi, che interpretano come prove a loro vantaggio: Ve ne erano tre che camminavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella e la Maddalena, che veniva detta sua compagna. Sua sorella, sua madre e la sua compagna si chiamavano tutte “Maria” La compagna del ( ) Maria Maddalena ( ) più di ( ) discepoli ( ) baciarla ( ) sulla ( ) (Nota: gli spazi vuoti tra parentesi indicano dei buchi sul manoscritto che rendono illeggibili alcune parole) Gli
altri discepoli allora gli dissero: “Perché ami lei più di tutti noi?”. Il
Salvatore rispose e disse loro: “Perché non amo voi tutti come lei?” Cominciamo proprio da qui per confutare la tesi dei “matrimonialisti”. La parola usata per “compagna” nel testo copto del vangelo di Filippo è un prestito dall’originale greco koinônós. Questo termine non significa affatto “sposa” o “amante”, bensì “compagna” ed è comunemente usata per indicare rapporti di amicizia e fratellanza. Quindi la parola “compagna” significa effettivamente “amica”. La
seconda frase citata sembra ipotizzare, sia pure nella grave menomazione del
manoscritto originale, che Gesù baci Maria Maddalena da qualche parte. Non è
detto che si parli di un bacio sulla bocca; potrebbe infatti trattarsi di un
bacio sulla fronte, sulla mano o sulla guancia. Baciarsi sulla guancia era un segno di amicizia che non implicava l’esistenza di intimità di tipo sessuale, tanto è vero che Giuda usa proprio un bacio per tradire Gesù nel Getsemani: Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: “Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’Uomo?”. (Lc 22, 47-48) Se poi prendiamo in considerazione il carattere gnostico del testo, scopriamo che il gesto del bacio sulla bocca aveva, tra gli gnostici, un significato metaforico-spirituale, e che è proprio a questo che probabilmente fa riferimento il finto Filippo. Il bacio gnostico è un gesto rituale che viene compiuto verso persone dello stesso o dell’altrui sesso e che non ha alcun significato erotico, ma indica un passaggio di conoscenza dal maestro al discepolo, ovvero il modo con cui, chi amava, fecondava e generava spiritualmente un altro fratello. Lo stesso vangelo apocrifo spiega come ciò possa avvenire ...da lui dalla bocca... il Logos che esce di lì; sarebbe stato nutrito dalla bocca e sarebbe diventato perfetto. I perfetti per mezzo di un bacio sono concepiti e nascono. Per questo noi stessi siamo spinti a baciarci reciprocamente; noi riceviamo concepimento dalla grazia che è in noi, reciprocamente. ( Vangelo di Filippo II, 58,33-59,6) La terza frase, inquadrata nel contesto da cui è tratta, evidenzia una predilezione di Gesù per la Maddalena, ma l’amore di cui parla, essendo rivolto anche ai discepoli maschi, non ha alcun connotato di tipo sessuale o romantico: è piuttosto un affetto che egli prova verso Maria con intensità superiore rispetto agli altri suoi seguaci. Se ne deduce che già dall’analisi dei testi è da escludere che nel vangelo apocrifo di Filippo esistano prove o indizi favorevoli ad un presunto matrimonio di Gesù con Maria di Magdala. Se poi vogliamo andare ad esaminare l’attendibilità storica del vangelo di Filippo, non possiamo che fare nostra la considerazione che estendiamo a tutti gli altri apocrifi: si tratta di un testo tardivo, scritto due secoli dopo i Vangeli canonici (tutti risalenti al I secolo), redatto per sostenere le tesi dell’eresia gnostica. La sua attendibilità storica è quindi nulla. Passiamo ora ad altre considerazioni. Nessun documento, tra tutti gli scritti canonici del Nuovo Testamento, né tra tutte le produzioni apocrife, accenna mai al fatto che Gesù fosse sposato, tanto meno con Maria di Magdala. I riferimenti potrebbero essere stati cancellati? Improbabile. I Vangeli parlano di padre, madre, zia e persino “fratelli” di Gesù, ma non fanno nessun riferimento ad una qualunque moglie di Gesù. Nel Nuovo Testamento vengono citate più volte le mogli dei seguaci e dei parenti di Gesù, ma nulla che si riferisca a lui: Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? (1Cor 9, 5) Tra l’altro il fatto che Gesù potesse essere sposato non avrebbe minimamente incrinato la costruzione teologica dei Vangeli, ammettendo che si fosse trattato di un semplice atto legale formale, compiuto da Gesù per adempiere ai suoi doveri di ebreo osservante, ma mai effettivamente consumato. In parole povere, un matrimonio “bianco” di Gesù, evento contemplato dalle consuetudini dell’epoca (la moglie poteva adempiere al dovere di generare un figlio ebreo anche con un altro uomo – spesso un parente del coniuge - previa approvazione del marito) non avrebbe comportato alcun problema teologico agli evangelisti. Se Maria di Magdala fosse stata la sposa di Gesù, fosse pure in un matrimonio solo formale, perché continuare ad appellarla sino alla fine con il nome del paese d’origine, anziché indicarla come “Maria, moglie di Gesù”? Nei Vangeli canonici non viene mai menzionato alcun atteggiamento di predilezione particolare accordato da Gesù a Maria di Magdala. Di lei i Vangeli dicono ben poco. Sappiamo che era originaria di Magdala, quindi era galilea, come i primi seguaci del Cristo. Luca ci informa che faceva parte della cerchia di donne che seguivano Gesù nei suoi spostamenti, assicurandone il sostentamento con i propri beni ed il proprio servizio. Sappiamo anche che la gratitudine che provava per Gesù derivava dal fatto che era stata liberata da una potente possessione diabolica. In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni. (Lc 8, 1-3) Non ha alcun fondamento né l’identificazione di Maria Maddalena con l’innominata peccatrice del convito del fariseo Simone, della quale non viene descritto alcun esorcismo (Lc 7, 36-50), né la tradizione da essa derivante, secondo la quale la Maddalena era una prostituta, che risale ad un sermone medioevale di papa Gregorio il Grande. In poche parole, i testi più antichi, i Vangeli, ci presentano Maria di Magdala come una semplice discepola di Gesù Cristo, al quale era particolarmente affezionata per il fatto di avere ricevuto da lui una grande grazia. Facciamo una semplice considerazione sul testo di Lc 8, 1-3. Noi sappiamo, dalla testimonianza di Gv, che il primo miracolo ufficiale di Gesù fu la conversione dell’acqua in vino effettuata a Cana: Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. (Gv 2, 11) Se Lc ci informa che Maria di Magdala era divenuta seguace di Gesù dopo che Lui la aveva liberata da sette demoni, per quanto appena affermato questo esorcismo dovette avvenire in un momento successivo all’episodio di Cana. Ora, lo stesso Lc puntualizza che, nel momento in cui iniziò la sua vita pubblica, subito dopo aver ricevuto il battesimo da Giovanni Battista, Gesù aveva circa trenta anni. Gesù, quando incominciò il suo ministero aveva circa trent’anni (…) (Lc 3, 23) Quindi, al momento del primo incontro con Maria di Magdala, in occasione dell’esorcismo, Gesù doveva avere questa età, mese più, mese meno. Nel I secolo d.C. gli uomini ebrei si fidanzavano tra i 18 ed i 24 anni e si sposavano un anno più tardi. La fonte di questa informazione é Ricciotti (1941), che cita a tale proposito testi rabbinici esaminati da Strack e Billerbeck nell’opera Kommentar, vol. II, pagg. 373-375. Quando incontrò per la prima volta Maria di Magdala, quindi, Gesù, se avesse seguito le usanze dell’epoca, avrebbe dovuto già essere sposato, il che esclude un matrimonio con la discepola. C’è ancora un’ultima prova da prendere in considerazione per negare definitivamente l’esistenza di un rapporto tra Gesù e Maria Maddalena che andasse al di là di un semplice affetto dovuto a gratitudine e stima, e si trova proprio nel brano del Vangelo di Giovanni già citato: I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa. Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gesù le disse: non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre, ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro. Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto (Gv 20, 10-18) Agli angeli che la interrogano, Maria di Magdala risponde: “Hanno portato via il mio Signore”, non dice: “Hanno portato via mio marito”. Il termine greco usato è “κύριόν”, che è la stessa parola utilizzata nel Nuovo Testamento per riferirsi al Signore per antonomasia. La stessa parola viene adoperata subito dopo, quando Maria si rivolge a colui che crede il custode del giardino: usa questo termine che indica grande deferenza per ottenere il rilascio della salma di Gesù. Ma ancora più decisivo è il dialogo successivo. Maria di Magdala, quando si accorge che l’uomo con cui sta parlando è proprio Gesù, non lo invoca per nome: “Gesù!” o con un appellativo tipo: “Marito mio!”. Usa
invece il termine “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Piuttosto assurdo che una moglie che ha appena ritrovato in vita il marito che credeva morto e che ha visto esalare l’ultimo respiro su una croce, con il cuore gonfio di contentezza, lo chiami “Maestro!”. Del tutto plausibile, invece, se la persona che ha ritrovato era effettivamente il suo Maestro, il suo Padre spirituale, al quale è legata da affetto ma anche da grande rispetto.
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