LA MUSICA DI GIAN LUCA FANTELLI

 

Gian Luca Fantelli da Medicina (BO) è un bravo musicista ed uno scrittore dotato di una originalissima vena ironica. Il fatto che sia anche malato (lui preferirebbe il termine “inversamente sano”) di SLA dal 2007 è assolutamente incidentale. L’importante è che dalla tranvata si sia ripreso, e l’abbia utilizzata come opportunità per tirare fuori i suoi sogni dal cassetto (già trasformare la Sfiga Letale Abominevole in un’opportunità non è da tutti). Oggi il Fante scrive canzoni, coadiuvato dall’amico Luca Bollini, finché ha la voce canta e, quando non canterà più, scriverà canzoni che altre voci canteranno per lui. Di una cosa sola è sicuro: non alzerà mai bandiera bianca.

La musica di Gian Luca Fantelli appartiene al genere pop, con sonorità malinconiche che tradiscono l’influsso dei suoi riferimenti giovanili, soprattutto Vecchioni e De Andrè. I testi sono ricchi di riferimenti autobiografici (difficile non restare segnati da certe esperienze), ma mai autoreferenziali, e giocano sulla forza evocativa delle parole, che il Fante padroneggia con grande abilità.

 

Da You Tube, riporto il video della sua hit “Io vivo, io vivrò” (incluso il backstage del concerto omonimo), che è anche il nome del suo sito e della onlus che fa parte del progetto che lui chiama “la mia follia”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altre canzoni sul suo sito.

 

 

Oltre al sito ufficiale:

 

http://www.iovivoiovivro.it/home.html

 

 

…il Fante ha anche un sito dedicato esclusivamente alla onlus:

 

http://www.iovivro.org/

 

Sul finire del 2010 ha visto la luce il primo libro del Fante: "Senza respiro: un anno di incontri", per la casa editrice Minerva (€ 17,00). Il libro può essere richiesto nelle librerie di tutta Italia (isole comprese), oppure ordinato on-line direttamente sul sito della casa editrice:

http://www.minervaedizioni.com/SchedaProdotto.aspx?oid=56dc2605-4030-40bf-9023-7f8b15140222

 

   

Recensione

"Senza respiro"di Gianluca Fantelli è un libro che, per restare in tema, si legge tutto d'un fiato.
Mi piace. Non ci sono filtri tra l'autore ed il lettore, e questa immediatezza fa sí che chi legge non si sente uno che sbircia di nascosto in una vita altrui, ma un amico che è stato appositamente invitato a dare un'occhiata.
Lo stile scanzonato (usare questo termine non sarà mica un delitto di lesa maestà, visto che si riferisce ad un cantautore?) conferisce alla narrazione una leggerezza che stempera i momenti duri: l'ironia e, soprattutto, l'autoironia sono sempre segno di grande intelligenza in un'artista.
Soprattutto quello che manca e di cui non si sente la mancanza, il che fa di questo libro un'eccezione tra le autobiografie dei malati di sla, è la disperazione, il senso di ineluttabilità del destino, la caducità. Questo non è il racconto di Gianluca Fantelli che combatte la sua malattia, ma la favola vera di un Uomo che insegue il Sogno della sua vita e che a sua volta è inseguito da un incubo che non avrebbe mai voluto incontrare.
Quest'uomo corre, fuggendo e inseguendo al tempo stesso, ma soprattutto sorridendo a chi lo incontra. Ed è questo sorriso che fa di lui una persona
speciale.

 

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