PAROLA DI SCOGLIO

di Thunder

 

 

Franco Scoglio da Lipari, chiamato “il Professore”, è stato uno dei più grandi personaggi della Storia del Genoa ed uno dei migliori allenatori della galassia rossoblù.

Dotato di una preparazione tecnico-tattica ai limiti del maniacale, fautore del Pugno di ferro contro chiunque lo ostacolasse o non aderisse anima e corpo alla sua dottrina filosofico-calcistica, in uno dei periodi più bui del dopoguerra, si erse come unico baluardo in difesa del Vecchio Balordo, piantando in asso la nazionale tunisina appena traghettata ai Mondiali per venire a strappare il Grifone dalle fauci della C.

Di Franco Scoglio si può dire di tutto e il contrario di tutto: orgoglioso, geniale, supponente, arguto, prepotente, istrione, odioso per gli avversari quanto adorato dai suoi sostenitori.

Io voglio ricordarlo con le sue fantastiche frasi, molte delle quali ormai entrate nella galleria del Mito.

Io gli ho voluto bene. Perché era un Genoano, come me.

 

 

Top Ten

 

1) Stagione 88/89, entra negli spogliatoi e dice:

“Ragazzi, questa formazione me l’ha predetta Dio”

 

2) La sera, dopo il derby vinto, il 6/11/2001, alla trasmissione di Biscardi:

Prof (dopo aver fatto gli schemini sul tavolo con gli oggetti): “Ho spiegato tattica a livello elementare, così anche i telespettatori hanno capito”

Bellotto : “Io non ho capito”

Prof.: “E questa non è colpa mia”

 

3) “Nel nostro piccolo, al Genoa, faremo come la Dinamo Kiev. Quando avremo recuperato il tornante Rotella, s'intende”

 

4) “Io non faccio poesia. Io verticalizzo”

 

5) “L'avversario non esiste”

 

6) “Noi siamo il Genoa e chi non ne è convinto posi la borsa e si tolga le scarpe”

 

7) “Il Genoa è una cosa particolare, ha un Dio tutto suo”

 

8) “Non volevo fare il gesto dell'ombrello. E solo il mio modo di esultare, alla Connors”

 

9) “L'allenamento è musica e nella seduta del mattino non c'era stata musicalità”.

 

10) “Io al Genoa sono il miglior allenatore al mondo”

 

 

Frasi Cult

 

“La corsa è il nostro vaccino, la tattica esasperata la nostra minestra"

 

“Ci sono 21 modi per battere un calcio d'angolo”.

 

“Abbiamo perso per l'errata applicazione di un meccanismo di pressing a elle rovesciata”

 

“La Samp è come Dorian Gray, cultore dell'estetismo”

 

“Si fondono i metalli, non i sentimenti”

 

“Non avrò mai bisogno di essere perdonato, perché io vincerò”

 

Oggi faccio un'analisi a 300 gradi, gli altri 60 li tengo per me”

 

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno”

 

“Gli avversari hanno il sapore dei datteri”

 

Piccinini: “Franco, ma e' vero che hai gufato la promozione della Sampdoria?”

Scoglio: “Ma no, ma che gufato... io volevo fortissimamente che la Sampdoria rimanesse in serie B....”

 

“I nuovi giocatori acquistati dal Genoa dovrebbero sostenere un esame di ammissione sulla storia gloriosa del Grifone”

 

“Il prossimo anno voglio una squadra-caleidoscopio”.

 

 “O mi compra Signorini o me ne vado...Mi avevano dato un certo Biagini, ma io conoscevo solo Isabella Biagini...”

 

 “I miei "luoghi" sono tre, in rigoroso ordine d'importanza: Genova, Tunisi e Canneto di Lipari. Altrove sono un randagio”.

 

“Non chiamatemi Prof, è troppo snob: chiamatemi maestro elementare, è più proletario”.

 

“Sono un diverso perché non frequento il gregge: il sistema ti porta all'alienazione”

 

“La coppa Italia? Vale la coppa del Nonno”

 

“A Salerno non saremo ancora pronti per andare ad aggredire da Genoa. Potremo aggredire part-time...”

 

“Io non comando i giocatori: li guido”

 

“La palla deve viaggiare assolutamente come dico io. Solo per un venti per cento si può improvvisare”.

 

“Per venire qui a fare risultato quelli della Ternana dovranno avere tre coglioni così...” (la mano sinistra indica l'attributo in questione, la destra il numero tre, Sessarego è pallido in volto)

 

“Io e Cagni abbiamo la fortuna di allenare due squadre di grandi tradizioni. Almeno la mia, non ci sono dubbi”

 

“Voglio che i miei giocatori stiano sempre in tuta, devono capire che sono come operai e che il campo di allenamento é la loro catena di montaggio”

 

“Certe mattine mi guardo allo specchio e mi sputerei in faccia, pensando a certi professorini usciti da Coverciano senza un minimo di esperienza ai quali vengono affidate squadre importanti. La gavetta é fondamentale, io per arrivare ho dovuto sputare sangue”.

 

“Davanti ad una bella donna mi inchino, ma non ho tempo. Il calcio assorbe tutti i miei pensieri e le mie energie”.

 

“Io conosco 5000 volti della Gradinata Nord”.

 

“Di me sono innamorate tantissime donne, ma la più giovane ha 70 anni!”.

 

“Io come tifoso genoano voglio fortissimamente che la Samp resti in B, per poi giocarcela l'anno prossimo”.

 

“Non me ne frega nulla di chi resta al comando del Genoa, il dottore Dalla Costa o il dottore Scerni, perchè devono comunque capire che non contano niente: il Genoa è della sua gente”.

 

Dialogo fra il prof e l'intervistatore di una TV locale:

Prof: “vede sono proprio quelli come lei che mi hanno fatto abbandonare l'Italia 6/7 anni fa... figlio mio bello, o meglio, potrei dire, fratello minore mio caro... o analizziamo la partita o con i se e con i ma è inutile parlare...”

 

“Pagherei due biglietti per vedere Maradona”.

 

“Il mio Genoa parlerà africano”

 

“Liedholm è l'unico allenatore che chiamo maestro”.

 

“Che libidine quando perdo. La sconfitta mi esalta come le vittorie: posso riassaporare stimoli insostituibili”.

 

“Mi rilasso con Topolino e con i film western: so già che avranno un lieto fine” .

 

“A Gullit la natura ha dato molto. E la natura va rispettata: lui deve giocare come vuole”.

 

“A Torino bisogna fare una bella partita perchè siamo gemellati”.

 

“Se il Torino viene promosso, la mia squadra si salva e la Sampdoria resta in serie B, io sono l'uomo più felice del mondo. È come se vincessi un terno al lotto.”

 

“Noi tifiamo Toro, io tifo Toro, sarò felice se il Toro andrà in serie A, il mio Genoa si salva e la Sampdoria rimarrà in serie B. Sì, non possono lasciarci qui da soli, in A loro ci andranno il prossimo anno, ma insieme a noi. Se poi la Samp ci riuscirà lo stesso e il Genoa si salverà vorrà dire che sarò solo contento, anzi, nemmeno tanto, ma non felice”

 

“Tutti i giocatori devono tirare fuori gli attributi fino a farsi venire la ... prostata!”

 

“Io, al Genoa, non avrò un ruolo alla Ferguson. Avrò un ruolo alla Scoglio”.

 

Franco Scoglio, espulso durante Genoa-Pistoiese, é stato squalificato per un turno dal Giudice Sportivo con la seguente motivazione: “perchè, al 17° del secondo tempo, avvicinatosi alla linea laterale del campo, rivolgeva all'Arbitro frasi irriguardose; recidivo”.

 

“La zona sporca e' un accorgimento contro i buchi che puo' creare la zona pura. Il fuorigioco non e' automatico quando lo sporco scala in avanti al posto di uno dei 4 difensori in linea.”

 

“Si capisce subito quando un calciatore sa fare la diagonale del rombo"

 

“Sapevo che un mio giocatore la sera andava in discoteca fino a tardi, l'ho seguito e quando è entrato nel locale gli ho lasciato un bigliettino nel tergicristallo con scritto: Stai attento, il tuo allenatore lo sa....... non c'è andato mai piu' “

 

“La Coppa delle Coppe vale la Mitropa!”

 

“La vittoria non mi da emozioni particolari, odio la sconfitta: quando perdo divento una bestia e a casa litigo con mia moglie"

 

“Non potrei mai accettare tre sconfitte di seguito”

 

“Siamo nati per Vincere” (Gazzetta del lunedi' 21/luglio/1988)

 

“La Samp è una grande favorita alla promozione, lo ha detto anche Luiso...”

 

“Ti mancano i basilari” (rivolto ad un giocatore)

 

“Io parlo sempre con il senno di prima”

 

“Mi si paghi – ripeto - mi si paghi, mi si paghi e tolgo il disturbo”

 

“Fra una settimana mi chiameranno per salvarli dalla C”

 

“Nella maniera più assoluta”

 

“Tomas (Skuhravy) da solo fa reparto”

 

“Il gol preso a Bergamo calcisticamente non esiste”

 

“I tunisini sono tre computer ai miei ordini”

 

“Se dici Juve dico no, se dici Inter dico sì, se dici Bologna dico no, se dici Napoli dico sì, a Tunisi vado gratis, a Genoa vengo anche in C”.

 

“Il presidente non esiste, la squadra non esiste e la società non esiste, ma nella maniera più assoluta: esiste solo tifoseria e tecnico”.

 

“Bisogna aggredire gli spazi”

 

“Chi gioca preoccupato, chi va in panchina contento, chi va in tribuna contentissimo, chi resta a casa a  tifare Lucchese”

 

“Scalare da sinistra”

 

“Se qui a Genova non vinco uno scudetto in tre anni torno a Lipari a fare l'albergatore”

 

Al derby: “ue' ue' ue' ue'!”

 

“Luiso è un ragazzotto maleducato, affettuosamente parlando”

 

“Bouza è tatticamente come Maldini; Gabsi è il Di Livio d'Africa; Badra è secondo solo a Baresi;

Mensah sarà il nuovo Desailly”

 

“...io per lei non sono il signore Scoglio sono il Professore Scoglio”

 

“Noi non siamo il Roccapepe”

 

“Stroppa è un giocatore di valore assoluto”

 

“Alleno la squadra con la tifoseria più generosa del mondo”

 

“Io i colori rosso e blu li ho nel sotto pelle, capisce?”

 

“Vivo per il calcio”

 

“Non prendo in giro nessuno quando dico che il Genoa è tra le prime dieci squadre d'Europa, come nome”

 

“Codrea è un grande play perchè aggredisce spazio e tempo”

 

“Io non ho bisogno dello yacht, mi basta una barchetta per pescare”

 

“Esonerato dal Torino, ho brancolato per due anni nell'oscurita'”

 

“Sono Pantaniano, prima ero Bartaliano”

 

 “Il doping è sempre esistito e i calciatori sono ignoranti, nel senso che ignorano elementi di chimica e farmacologia”

 

“Quando mantengo la testa sulle spalle posso combinare qualcosa di buono”

 

“Ho sbagliato due stagioni: non ero lucido e mi sono prostituito”

 

“Sono parzialmente contro le sostituzioni. Chi gioca deve entrare in campo sapendo che gli chiedo 90-95 min di pressing alto”

 

“La partita, chi gioca, se la cuce addosso: lo porto all'esasperazione”

 

“A fine campionato sarò il primo a dimettersi, poi tutti gli altri vedrete che lo faranno”

 

“Vado sempre via cinque minuti prima che finiscano gli allenamenti, perchè non voglio contaminare il mio ruolo di allenatore con quello dei giocatori”

 

“Devo portare avanti il progetto Genoa”

 

“Sapevo di sapere sin dal mio addio a Messina cosa fosse la genoanità”

 

“L'uomo discende dall'Africa ed è per questo che sono arrivato qui io ad allenare”

 

Intervista al tg2 di alcuni anni fa : “So bene che alcuni mi danno dell'istrione, ma lei sa che faccia fa l'istrione?”.

 

“Io le tabelle non le sbaglio mai”

 

“Io sono un uomo da numeri”

 

“Badra gioca con la stessa consapevolezza di Beckembauer”. (Il Secolo XIX del 3/9/01).

 

“Io dei miei giocatori conosco i peli!”

 

“L'avversario per me non esiste. Non ci credete? Affari vostri.”

 

“Il calcio è una equazione matematica con errore”.

 

“Certe volte penso che Gesù fosse rosso-blu”

 

“Io conosco 5000 volti della gradinata nord. I nomi no, ma i volti sì”

 

Scoglio: “Raitre ha mandato in onda una trasmissione sulla serie B all'una di notte...E' una mancanza di rispetto, a quell'ora si guardano i film porno!”

Biscardi: “Allora tu li guardi!”

Scoglio: “No, io ormai no...”

 

“Se uno è sordo con me può giocare e se uno è sordomuto io gli parlo, assolutissimamente!”

 

Giornalista: “E Carparelli?”

Prof: “Ha giocato bene...”

G: “Sì certo, ma i crampi?”

P: “Beh i crampi sono doverosi!”

 

“...Sogliano di difesa ne capisce più di me. Lui era un difensore che mangiava le caviglie agli avversari. Ne avrà mandati all'ospedale una quarantina. Non come me che ero un pulitino, una fighetta quando giocavo. Bene inteso, parlo di dilettanti. Comunque sempre più che Sacchi...”

 

“Macché preservare l'uomo e cercare il dialogo, come vorrebbe il sindacato calciatori! Io preparo la partita della domenica con sedici uomini, gli altri si allenino a parte, con un preparatore atletico: per me non esistono. Poi magari la domenica dopo sono alcuni dei titolari a finire in quel gruppo. Non mi interessa: io tutelo il risultato, non tutelo l'uomo”.

 

“Nel 92 ho perso con il Genoa una partita immeritatamente. Il collega va in sala stampa e, tronfio, sostiene di aver dominato la partita. Ho preso una bottiglia, l'ho rotta e l'ho rincorso per tutti gli spogliatoi”.

 

“Ad Ancona ho vissuto quaranta giorni di nullità”

 

Da Antenna 3 Lombardia, durante Bologna – Juve (20/10/01)

Franco Scoglio rivolto a Domenico Marocchino:

"Te lo dico da docente, perché tu adesso hai davanti un grande insegnante di educazione fisica, mentre tu nella concezione comune sei un figaiolo, no?"

 

Ad un giornalista di Piacenza che ha osato mettere in discussione il dominio del Genoa risponde piu' o meno cosi':

“Lei e' giovane, si goda questi anni fortunati dove andando allo stadio puo' vedere Roma e Milan perche' la realta' del Piacenza e' solo recentemente una altalena tra A e B..."

e poi conclude con una metafora:

“Lei e' come un pretino di provincia che arriva in una diocesi importante, va dal parroco (che sarei io) e gli dice come stiamo bene in campagna... Caro mio, sono contento per lei...”

 

“Dovete ascoltare sempre quello che dico. Io mi prendo tutte le responsabilità, anche quella di comandare. E allora mettete le vanità da parte, la vostra serenità dipende dal sottoscritto. Non dimenticatevi che prima che arrivassi, al Pio dovevate arrivare con la scorta. Di voi devo sapere tutto: cosa fate, dove mangiate, con chi dormite. se è il caso anche quanti peli avete”(14/11/2001).

 

“Non ha senso parlare di fortuna e sfortuna, se prendi un palo e lo giudichi in termini di fortuna e sfortuna sei un uomo finito”

 

“Quell' indice che ti mettono sotto il naso io non lo sopporto.E ti dicono anche stai zitto. A me che ho sessant'anni e che dal '71 faccio l' allenatore” (a proposito degli arbitri)

 

“Poi Apolloni ha buone doti fisiche e sapete che i miei difensori li ho sempre scelti con questo criterio: base per altezza”.

 

A chi lo supplicava di non dimettersi per nessuna ragione ha risposto: “Io sono uno di quei meridionali che si possono definire di stampo mafioso e per i quali la parola data è la cosa più importante”. I tifosi incalzanti: “Ma lei senza il Genoa non può stare...”. E il Professore rivolto ad un gruppetto di pensionati: “Ci divertiremo lo stesso. Vengo al Pio, vi metto in tuta e vi alleno. Poi vi trito a briscola e ci giochiamo l'acqua minerale”.

 

“La Juve aveva Trezeguet in mezzo e poi Del Piero, che gioca, ormai gioca... esterno di se stesso” (29/5/02)

 

"In questa squadra ho a disposizione doppioni, triploni, quadripliconi nello stesso ruolo".

 

"La classifica io non la guardo dall'alto in basso: la guardo di traverso" .

 

"Sono un allenatore di strada, un po' prostituta, che si arrangia".

 

"Le caratteristiche che devono avere i miei giocatori? Senz'altro necessitano di attributi tripallici. Quelli che hanno tre palle fanno il pressing, quelli che ne hanno due giocano al calcio, quelli che ne hanno una fanno le partite tra scapoli e ammogliati"

 

"Come vedete non ho la coppola in testa e nemmeno la lupara incartata" (maggio 1990).

 

"Ammiro Eriksonn, un gran signore. Proprio l'esatto contrario del sottoscritto. Lui pensa solo alla sua squadra. Io, invece, prima di addormentarmi, prego Gesù che mi dia la squadra per battere la sampdoria".

 

 

Kazuo Miura

 

Scoglio: “Miura bravo di testa, bravo di destro, bravo col sinistro ma non adatto al campionato italiano”

Giornalista: “Ne è sicuro, Professore?”

Scoglio: “Nella maniera più assoluta”

 

“Toglietemi di torno ‘sti gialli di minchia...” (riferito ai giornalisti giapponesi venuti ad ammirare Kazuo Miura)

 

“Se il Genoa sta vivendo da sette anni la vergogna della serie B è proprio per colpa di Miura”.  

 

"Miura? Una macchietta applicata"

 

 

Il difficile rapporto con Scerni e Dalla Costa

 

“Se mi chiama il Dottore Scerni per allenare il Genoa, ovviamente accetto. Accetterei anche la Serie C , ma a certi patti, io con la Dirigenza buongiorno quando ci si incontra e al Pio non si deve far vedere mai...”

 

“Salviamoci, poi ci penso io. Quest'estate alla società farò lo stesso discorso di 13 anni fa. Ricordate? Dissi: "Prendetemi Signorini, al quale va un saluto ed un abbraccio affettuoso, e farò 50 punti". Questa volta, con i tre punti a vittoria, se saranno soddisfatte le mie richieste, mi sento di garantirne 70. Altrimenti lascio, è chiaro: non sono tornato al Genoa per fare del piccolo cabotaggio. E se non vengo in A è giusto che vada via”.

 

“Ho bisogno di collaboratori in perfetta sintonia con me, anche chi dà la vernice ai cancelli del Pio deve essere un personaggio gradito. Divento insofferente se c'è qualcuno che è sintonizzato su altre lunghezze d'onda, dobbiamo avere tutti la stessa matrice. Il Genoa deve essere il minimo denominatore comune, chi viene da altre realtà non mi interessa”.

 

“De Poli e Castagnini? Due ragazzi affettuosi contro i quali non ho niente. Per quanto mi riguarda possono anche continuare a restare nel Genoa, intanto non sono io pagarli. Però è chiaro che linee della campagna acquisti sarò io a deciderle e loro dovranno essere soltanto degli esecutori”.

 

“Oggi come 12 anni fa voglio gente che ha fame. Di  vittorie e di soldi. Non proponetemi giocatori di serie A, quelli vengono in Riviera a svernare e rubano i soldi al Genoa”.

 

“Io non bluffavo, ho dimostrato di essere coerente e che l'amore per Il Genoa è sempre venuto prima di tutto. C'era chi diceva che volevo tenere il piede in due scarpe, che non sarei venuto, che non avrei rinunciato al  Mondiale, e invece, eccomi qua. Per il Genoa io vendo anche l'anima”.

 

“A Genova ho un centrocampista che se l'Inter mi dà 40 mld e tre dei suoi centrocampisti non glielo vendo!!!! L'Inter ha un centrocampo di bassissima classifica, ma non di A, di B. Ho un paio di centrocampisti che sono meglio di quelli dell'Inter, che sono improponibili.....”

 

“Se retrocedo mi faccio da parte - spiega – ed è un peccato perché ho lasciato la più importante vetrina al mondo per un allenatore, ma in fin dei conti ho giocato sulla mia pelle. Se mi salvo, invece, il prossimo anno possiamo puntare alla promozione e tra due anni centrare la zona Uefa. Se non ci riesco mi ritiro, vado nella mia casa di Sestri Levante a guardare il mare e a fare il pescatore: non ho bisogno di fare l'allenatore del Genoa per vivere”.

 

“Io, qui, non mi fido di nessuno, neanche del magazziniere”.

 

“Siccome il Genoa è’ un peso molto duro e molto forte, io per restare al Genoa ho bisogno di vincere, se non vinco è terribile per me, allora devo vincere attraverso la pulizia.”

 

“Dirigenti tecnici, pseudo-dirigenti e compagnia sanno benissimo che lo spogliatoio è vietato, nessuno deve entrare, e che venendo al campo, chiaramente ad inserirsi nelle cose del mio lavoro, a me danno personalmente fastidio, per cui se non vengono è meglio. A me addirittura da fastidio anche che vengano in ritiro dove sto io”.

 

“Io lancio macigni, do scudisciate tremende. Ma sono fatto così, prendere o lasciare. Sennò qui si rivedranno i cellulari della polizia”.

 

“Quando non c'ero io sono state fatte cose demenziali. Comandavano tutti, come piccoli ducetti, ma siccome il tempo del duce è fìnito ci vuole una grande convergenza”.

 

“Io sono Scoglio alla Scoglio e non Scoglio alla Ferguson come qualcuno ha detto o ha scritto. Sono abituato a gestire in prima persona le cose. A Tunisi l'ho fatto per tre anni”.

 

“Qualcuno è convinto di avermi teso un'imboscata, ma io tornando al Genoa sapevo perfettamente a quello che sarei andato incontro: un'ancora di salvezza per tutti oppure, in caso contrario, una retrocessione interamente sulle mie spalle”

 

“Dò alla dirigenza venti giorni di tempo per nominare un solo presidente, in caso contrario consegnerò tutti i delicatissimi documenti che ho messo insieme in questi mesi ad un vero genoano come Alfredo Biondi. In questo dossier sono raccolte le nefandezze commesse dai due massimi dirigenti, se la gente le conoscesse... Dalla Costa, comunque, merita le attenuanti per due ragioni. Primo: c'è un rapporto di 8-2 tra le nefandezze commesse dall'altro azionista e quelle commesse da lui. Secondo: ha sbagliato perchè è troppo buono, l'altro invece dopo sei anni che ha combinato disastri enormi dovrebbe prendere atto del proprio fallimento: che attende ancora? Invece vuole rimanere lì, chiedendo 53 miliardi mentre ha ricevuto la società da Spinelli per 18 ... Ma quei 35 miliardi di differenza sono frutto di una gestione lacunosa”.

 

“Se vogliono guardare il mercato italiano facciano pure: servono 5-7 miliardi per ogni giocatore... io con quei soldi faccio la squadra. Conosco il mercato africano, laggiù ho contatti straordinari e incalcolabili”.

 

“Tra l'altro martedì dovrebbe venire al Pio un australiano di 23 anni. E' un fenomeno, ma fino a quando non sarà fatta chiarezza rimane a casa sua. Non sono così fesso da portare grandi giocatori, non sono la gallina dalle uova d'oro che arricchisce le casse sociali per altri”.

 

“Io con i porci non ci sto. Questa società è piena di uomini che sono merda, a livello morale”

 

“Io nel porciume non ci sto. E se domani i porci verranno al Pio a chiedere i nomi, stiano tranquilli che uno a uno li farò senza problemi”

 

“Io sono qua perchè mi hanno chiamato, non mi sono offerto; sono arrivato perchè volavano schiaffoni in tribuna”

 

 “Non esiste "assolutissimamente" che ci siano 2 azionisti in società. Una parte se ne deve andare. E  chi se ne deve andare lo decido io”.

 

 “Gli unici ai quali devo rispondere sono i tifosi, degli altri, detto volgarmente me ne strafotto”!

 

“Sollevato dall'incarico”, commenta, “così si dice in questi casi. Ma se l'incarico era solo quello di allenare il Genoa, è giusto così. Allenare è riduttivo, è troppo poco, almeno per me. Perché per me il Genoa è tutto, è di più, è molto di più: è allenare, e poi - soprattutto - pensare, ideare, progettare, costruire, fabbricare, insomma: vivere. Se mi si chiedeva solo di far parte di un progetto di qualcun altro, hanno fatto bene a... sollevarmi”.

 

“In questi quattro mesi ho provato emozioni soltanto in tre occasioni. Il primo giorno in cui sono tornato nel mio campo di allenamento, a Pegli. Il primo giorno in cui sono tornato nel mio stadio, a Marassi. L'istante in cui l'arbitro ha fischiato la fine della partita contro il Crotone, con cui ci siamo aritmeticamente salvati”.

 

“E' stato un piccolo capolavoro. Ho preso una squadra annientata, una tifoseria disorientata, un ambiente sconfitto. E sono stato capace di restituire un po' di dignità. Se non umana, almeno numerica”.

 

“Domani di sicuro torno al Genoa, perché il Genoa è la mia vita. Io voglio ripartire con il Genoa, e non importa chi sia il presidente, anche se, a questo punto, forse sarebbe meglio avere un presidente diverso da Dalla Costa. Questo è un arrivederci, non un addio. Anzi: è un rapido arrivederci”.

 

“Dalla Costa ama interessarsi direttamente delle questione tecniche e dice di aver monitorato 4 mila giocatori. Vuole fare il presidente alla Boniperti, ma Boniperti il calcio lo conosceva”.

 

“Vi consiglio di non scrivere cose assurde. Tipo, al Genoa comanda Dalla Costa. Oppure, comanda Scoglio. Al Genoa, comanda solo la tifoseria”.

 

“Il prossimo allenatore del Genoa, se non sarò io, dovrà essere quadripalluto ed avere due prostate”.

 

“Mi hanno detto che sono imperatore e poi vuoi comprare i giocatori tu? …e io che imperatore sono? sono un coglione!”

 

“Ma quale addio!! Assolutissimamente, per l'amor di Dio, non ne parliamo nemmeno..!!! Io farò

 l'impossibile per restare qui... “

 

“Gabsi arrivera' al cento per cento e potrebbe diventare il nuovo Di Livio. Il Genoa potrebbe ingaggiare un gruppo di cinque o sei tunisini dell'Esperance e dell'Etoile ai quali verrebbe affidato un ruolo non solo calcistico ma anche umano e sociale vista la presenza in Liguria e nel Nord Italia di una forte comunita' di immigrati”.

 

 

Dopo la vittoria nel derby 2-0 – 2/04/2001):

 

“E' una vittoria dei giocatori e del gruppo che lavora con me - esordisce il Prof - e soprattutto del popolo rossoblù, perché è la gente che mi aiuta a dare forza, determinazione e coraggio a questo gruppo di giocatori. Non è retorica, ma credo che dopo mesi di bocconi amari cinque giorni di felicità se la meritavano proprio”.

 

“Se la Samp non è riuscita a fare neppure un tiro in porta degno di tal nome non è un problema mio. Io volevo che nella nostra metà campo la mia squadra fosse sempre in superiorità numerica nelle varie azioni di gioco. E' così che abbiamo vinto. Questo è derby!”.

 

“In merito alla squadra posso affermare che ha assimilato la mia filosofia tattica soltanto al 65%, mentre cuore, applicazione e corsa hanno già raggiunto i livelli massimi. Da qui dovremo costruire una salvezza che, inutile farsi illusioni, non sarà facile da ottenere”.

 

“Dedico questa vittoria a Luca Signorini, il mio condottiero, il mio capitano. Lui oggi non è qui con me ma dovrebbe esserci e nel cuore c'è. Lui è un vero genoano e questo successo è anche per lui!”.

 

 

Commenti a Genoa-Empoli 17/12/01:

 

“Quella di Badra è stata una cappella grande cinque volte la Cappella Sistina. Un errore davvero inammissibile”.

 

“Ruotolo è stato bravissimo in proiezione offensiva, praticamente il nostro quarto attaccante: merita nove. Ma difensivamente il suo voto per il primo tempo è uno.”

 

 

 

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