LE
POESIE DI SEBASTIANO MARRONE

Chi
è Sebastiano Marrone?
Se
scorro la sua biografia, trovo una vita che avrebbe fatto la gioia di un Salgari,
una vita sempre proiettata verso nuove sfide, alla ricerca di nuove avventure:
missilista della Marina, ufficiale di rotta su petroliere, direttore di un
istituto scolastico, atleta, arbitro e maestro di arti marziali, arciere e
allenatore olimpico della Nazionale di tiro con l’arco, e poi ancora Capitano
di lungo corso.
Ma
durante il suo ultimo viaggio, la nave della sua vita si è schiantata su uno
scoglio infido e bastardo, sull’isola della morte che si chiama Sclerosi
Laterale Amiotrofica. Era l’aprile del 2002.
Come
i lupi di mare di Ungaretti, anche Sebastiano ha ripreso il viaggio, dopo il
naufragio. Dove i muscoli non riescono più a portarlo, ci arriva con l’acuta
intelligenza, la caparbietà, il coraggio.
Non
è una persona facile, Sebastiano. A slanci di grande generosità contrappone
un’aggressività feroce, graffiante, scotto da pagare a quell’indole
indomabile contro cui la Malattia si infrange. Sebastiano piuttosto si spezzerà,
ma la SLA non riuscirà mai a piegarlo.
Le
poesie di Sebastiano non sono per tutti. Pavidi e ignavi se ne tengano alla
larga. Le poesie di Sebastiano vanno dritte al cuore come lame di coltello,
fanno male. La gloria dei giorni andati si riflette nell’amarezza del
presente, in visioni malinconiche ove sono gli elementi primordiali del mare a
farla da padroni: vento, acqua, luna, notte, onde, sale.
Sebastiano non ha mai smesso davvero di navigare.
Oggi
Marie
Mascone di dritta
Dove Apeliotes muore
Rotta Sud
Vento in quota (Uno sguardo da poppa)
Equinozio
La
bella badante (Abissi)
Candele
al vento
L'attesa
Dolore
(Settenario)
Gli
amici
Un
sogno Lakota
Il
respiro del Mare
Molte
più di cento
Eu
sei que...
Avanti,
Vecchia Signora
Ad
un amico
Crocifissione
Testamento
bio-logico
A
Mauro
Ore
quattro e quaranta
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