THUNDER
Molti
mi chiedono perché, fin dai miei esordi su internet, io abbia scelto come
nickname "Thunder".
Thunder
é un omaggio. Alla Divinità, a T.S.Eliot, ed al grande poeta indiano Tagore.
Fin
dai primordi della preistoria, gli uomini attribuirono un significato divino al
Tuono. Il Tuono era la voce di Dio.
Il
greco Zeus, il romano Giove, il celtico Belenòs, all'apice della gerarchia
politeista delle rispettive religioni, erano gli dei del Cielo e del Tuono.
I
messaggi di Manitù agli uomini venivano inviati tramite un messaggero alato,
che di cultura in cultura poteva assumere le sembianze di un corvo o di
un'aquila, ma il cui nome invariabilmente era Thunderbird, l'Uccello del Tuono.
E
che dire del Salmo 29?
Il
Signore tuona sulle acque,
il
Dio della gloria scatena il tuono,
il
Signore, sull'immensità delle acque.
Il
Signore tuona con forza,
tuona
il Signore con potenza.
Il
tuono del Signore schianta i cedri,
il
Signore schianta i cedri del Libano.
Fa
balzare come un vitello il Libano
e
il Sirion come un giovane bufalo.
Il
tuono saetta fiamme di fuoco,
il
tuono scuote la steppa,
il
Signore scuote il deserto di Kades.
Il
tuono fa partorire le cerve
e
spoglia le foreste.
Nel
suo tempio tutti dicono: "Gloria!"
Mi
piaceva l'idea che il mio nickname richiamasse il concetto di araldo della
Divinità.
T.S.Eliot,
onirico poeta inglese, chiuse il suo capolavoro "The Wasteland" con la
sezione V, intitolata "What the Thunder said".
Chiamato
a dirimere una contesa tra dei, demoni e uomini, la Divinità suprema risponde
con una sola parola, "DA", che ciascun gruppo interpreta a suo modo.
Eliot
reinventa l'antica leggenda: il Tuono si rivolge all'umanità richiamando l'uomo
alle sue responsabilità terrene, tanto più urgenti quanto più la vita é
caduca, gli suggerisce il modo di liberarsi dalla prigionia dei propri limiti,
gli promette serenità nell'abbandono alla sua Volontà.
Il
Gange era basso, e le foglie flosce
attendevan
la pioggia, mentre nubi nere
si
agglomeravano distanti sull’Himavant.
La
giungla stava appiattita, acquattata in silenzio.
Allora
parlò il Tuono:
DA
Datta:
che cosa abbiamo dato?
O
amico, sangue che mi rimescola il cuore,
il
terribile ardire di un momento di abbandono
che
un secolo di prudenza non potrà mai ritrattare,
per
questo, e questo soltanto, noi siamo esistiti.
Questo,
che non si troverà nei nostri necrologi,
né
sulle lapidi velate dal benefico ragno,
né
sotto i suggelli rotti dallo scarno notaro,
nelle
nostre camere vuote
DA
Dayadhvam:
io sentii la chiave
girar
nell’uscio una volta e girare una volta sola.
Noi
pensiamo alla chiave, ciascuno nella sua prigione.
Pensando
alla chiave, ciascuno conferma una prigione.
Solo
al calar della notte, eterei rumori
ravvivano
per un momento un affranto Coriolano
DA
Damyata:
la barca rispondeva
lietamente
alla mano esperta con la vela e con il remo.
Il
mare era calmo, anche il tuo cuore avrebbe corrisposto
lietamente,
invitato, battendo obbediente
alle
mani regolatrici
T.S.Eliot.
“The Waste land – Part V: What the Thunder said”
Infine,
il nickname Thunder é un omaggio a questa meravigliosa poesia di Tagore, che
descrive tutto ciò che ho sempre desiderato essere:
Rendimi
libero,
come
sono liberi gli uccelli
della
foresta, i viandanti
dei
sentieri invisibili.
Rendimi
libero,
come
sono liberi il diluvio
di
pioggia e la tempesta,
che
scuote le sue sbarre e corre
verso
la sua fine sconosciuta.
Rendimi
libero,
com'é
libero il fuoco della selva,
come
il Tuono, che ride fragoroso
e
scaglia la sua sfida alle tenebre.
R.Tagore
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