GENOA

 

 

Il Genoa non è una squadra di calcio, o una società per azioni. Il Genoa è il battito del Cuore della sua gente.

Il Genoa è una condizione dell’esistenza, una filosofia di vita.

Essere Genoani significa accettare il dolore e trasformarlo in amore, perché solo chi soffre impara ad amare. E noi Genoani di sofferenza ce ne intendiamo.

Il Genoa è una fiamma che brucia senza consumarci. Oppure sì?

Il Genoa è una moglie infedele che si fa beffe di noi, mentre il nostro amore ci acceca. Più ci tradisce, più la amiamo.

Il Genoa è una malattia incurabile. A volte è un male ereditario, trasmesso da qualche nonno o qualche padre. Altre volte è una malattia sporadica: in una famiglia sampdoriana nasce un Genoano, come un giglio sbocciato in un campo di rape.

Il Genoa ha un Dio tutto suo. Un Dio che conosce la sofferenza, l’umiliazione, la sconfitta. Un Dio che spesso si ritrova crocifisso e circondato dai ladroni. Ma che, alla fine, risorge sempre.

Genoani si nasce. Quelli che credono di essere diventati Genoani, semplicemente si sono accorti in ritardo di che colore era la loro anima.

C’è chi crede che i Genoani siano pessimisti. Non è affatto vero. I Genoani masticano amaro e sognano la Stella. Chi è più ottimista di loro?

I Genoani vivono di sogni e di ricordi. I loro ricordi li fanno sognare, i loro sogni li fanno ricordare.

I Genoani sono becco e artigli, ali di aquila e membra di leone.

I Genoani non sono mai contenti, perché non si riconoscono nella mediocrità.

I Genoani non sono mai domi, perché sono figli della propria libertà.

I Genoani sono gente strana, riso raro, stringono i denti e parlano chiaro.

Io sono Genoano, e non c’è più nulla che possa spezzarmi.

 

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